Fattura non pagata da mesi: posso recuperare i soldi?
Hai emesso una fattura, hai fornito il servizio o consegnato la merce, ma il cliente non paga. Sono passate settimane, poi mesi. I solleciti informali non hanno portato a nulla. Il credito è tuo e hai pieno diritto di recuperarlo, ma farlo nel modo sbagliato — o aspettare troppo — può costarti tempo e denaro. Ecco cosa puoi fare concretamente.
La risposta breve
Sì, puoi recuperare una fattura non pagata anche a distanza di mesi, purché il credito non si sia prescritto. Il percorso standard prevede: una diffida formale scritta (che interrompe la prescrizione e fa decorrere gli interessi), seguita da un ricorso al tribunale per un decreto ingiuntivo se il cliente continua a non pagare. La documentazione della fattura, del lavoro eseguito e delle comunicazioni con il cliente è la base di tutto.
Nel dettaglio
Prescrizione della fattura: La prescrizione è il primo rischio da considerare. I crediti derivanti da prestazioni professionali si prescrivono in 5 anni, quelli derivanti da contratti commerciali generali in 10 anni. Ma alcune categorie specifiche hanno termini più brevi (1-2 anni). La prescrizione decorre dalla data di scadenza della fattura. Un solo atto interruttivo — come una diffida formale — fa ripartire i termini da zero.
Interessi moratori: Dal giorno successivo alla scadenza della fattura maturano automaticamente gli interessi moratori. Per i rapporti tra imprese (B2B), il D.Lgs. 231/2002 fissa un tasso di interesse moratorio significativamente più alto del tasso legale ordinario — attualmente superiore all’8% annuo. Questi interessi fanno parte del credito che puoi recuperare.
Messa in mora: Il primo atto formale è la diffida di pagamento tramite raccomandata A/R o PEC, che intima il pagamento entro un termine preciso (15-30 giorni) e avverte delle conseguenze legali. Oltre a interrompere la prescrizione, la messa in mora spesso sblocca il pagamento senza bisogno di procedere oltre.
Decreto ingiuntivo: Se la diffida non basta, puoi richiedere al tribunale un decreto ingiuntivo presentando la fattura, il contratto o la conferma d’ordine, e le prove dell’esecuzione della prestazione. Il giudice esamina la documentazione e, se è sufficiente, emette il decreto — che ordina al debitore di pagare entro 40 giorni o di opporsi. Con il decreto provvisoriamente esecutivo puoi procedere immediatamente al pignoramento.
Nota di credito: Attenzione: emettere una nota di credito sulla fattura non pagata annulla il credito fiscalmente, ma non cancella il credito civilistico. Puoi comunque recuperare il credito commerciale anche dopo aver emesso la nota di credito, ma la situazione diventa più complessa da documentare.
Cosa puoi fare concretamente
- Verifica la data di scadenza della fattura e il termine di prescrizione. Se la prescrizione è vicina, agisci immediatamente con una diffida formale per interromperla.
- Prepara la documentazione del credito. Fattura, contratto o conferma d’ordine, prove di consegna o esecuzione (email, firme, bolle di consegna), comunicazioni con il cliente. Più la documentazione è completa, più il decreto ingiuntivo sarà veloce.
- Invia una diffida formale per raccomandata A/R o PEC. Indica l’importo esatto (comprensivo di interessi moratori maturati), il termine di pagamento e le conseguenze legali. Conserva la ricevuta.
- Valuta se procedere con il decreto ingiuntivo. Se dopo la diffida il cliente non paga, il decreto ingiuntivo è la via più rapida ed efficace per ottenere un titolo esecutivo. Richiede un avvocato e ha costi proporzionali all’importo del credito.
- Verifica la situazione patrimoniale del debitore. Prima di investire in un’azione legale, è utile sapere se il debitore ha beni o redditi pignorabili. Un decreto ingiuntivo senza beni eseguibili non porta a risultati pratici.
Quando serve un avvocato
Per il ricorso al decreto ingiuntivo è necessario un avvocato. Per la sola diffida formale puoi procedere autonomamente, ma una lettera redatta o validata da un legale ha spesso maggiore effetto sul debitore. Prima di procedere, puoi ricevere un’analisi orientativa gratuita tramite LegalGo.
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Domande frequenti
Entro quanto tempo si prescrive una fattura non pagata? Dipende dal tipo di credito: 5 anni per i crediti professionali, 10 anni per i crediti commerciali generali. Alcune categorie specifiche hanno termini più brevi. Una diffida formale interrompe la prescrizione e fa ripartire i termini da zero.
Posso recuperare gli interessi oltre all’importo della fattura? Sì. Gli interessi moratori maturano automaticamente dal giorno successivo alla scadenza. Per i crediti B2B il tasso è fissato dal D.Lgs. 231/2002 e supera l’8% annuo. Puoi includerli nella richiesta del decreto ingiuntivo.
Cosa succede se il cliente contesta la fattura? Se il cliente ha contestazioni reali sul lavoro eseguito, la questione diventa più complessa. Il decreto ingiuntivo può comunque essere richiesto, ma il cliente potrà opporsi aprendo un giudizio ordinario. La documentazione dell’esecuzione corretta della prestazione è in questo caso fondamentale.
Posso cedere il mio credito a una società di recupero? Sì, la cessione del credito è possibile. Le società di recupero crediti acquistano il tuo credito a un prezzo scontato (spesso il 20-60% del valore nominale) e si occupano loro del recupero. È una soluzione rapida ma comporta una perdita rispetto al valore pieno del credito.
Se emetto una nota di credito, perdo il diritto di recuperare? No. La nota di credito ha effetti fiscali (annulla il debito IVA) ma non estingue il credito civilistico. Puoi comunque recuperare le somme, ma la documentazione diventa più articolata. Meglio evitare di emettere la nota di credito prima di aver esaurito le possibilità di recupero.
LegalGo fornisce orientamento preliminare e non pareri legali. Le informazioni contenute in questa pagina hanno carattere generale e non costituiscono consulenza legale. Per valutare la tua situazione specifica, rivolgiti sempre a un avvocato abilitato.
